Amoris Laetitia

La seconda esortazione apostolica di papa Francesco, sull’amore nella famiglia, arriva dopo due sinodi e richiama alla gioia nell’amore. C’è dentro tutto il vocabolario e lo stile di una chiesa espressione della misericordia, dell’accoglienza e del perdono, con un linguaggio semplice e diretto, comprensibile a tutti.
Tra le parole chiave accompagnare, discernere, integrare, con attenzione soprattutto alle situazioni di fragilità. Un testo ampio, approfondito, propositivo, che apre cammini anche sulle questioni più dibattute, come l’integrazione dei divorziati risposati nelle comunità cristiane nei diversi modi possibili. Distinguere caso per caso, è l’invito del papa, che ha scritto questo testo “per il bene di tutte le famiglie e di tutte le persone, giovani e anziani”. Come non esiste un’unica medicina per tutti i mali così sembrerebbe non esistere un’unica norma applicabile in tutti i casi.
L’esortazione sembra non voler chiudere alcuna questione, quanto piuttosto aprire alla possibilità di strade nuove ancora da percorrere. Il servizio e poi l’approfondimento, a margine della presentazione in Sala Stampa Vaticana, con Padre Antonio Spadaro.

Laudato si.
Sulla cura della casa comune

FullSizeRenderE’ un’enciclica da leggere e da meditare, frutto di una sapienza profonda che riesce a proporre una via possibile a un’umanità che se non cambia rotta rischia l’estinzione. È un testo che riesce a parlare a tutti: credenti di ogni credo, uomini e donne del nord e del sud del mondo, dell’oriente e dell’occidente. Per lasciarne qui qualche traccia se ne propone qualche citazione di quelle che forse meno facilmente si troveranno sui giornali.

La modernità di Francesco, descritto come “un mistico e un pellegrino che viveva con semplicità e in una meravigliosa armonia con Dio, con gli altri, con la natura e con se stesso. In lui si riscontra fino a che punto sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore”.

FullSizeRender (1)L’urgenza di proteggere la terra, casa comune, “comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare”.

La citazione delle piccole specie e dei microrganismi: “Probabilmente ci turba venire a conoscenza dell’estinzione di un mammifero o di un volatile, per la loro maggiore visibilità. Ma per il buon funzionamento degli ecosistemi sono necessari anche i funghi, le alghe, i vermi, i piccoli insetti, i rettili e l’innumerevole varietà di microorganismi.”

L’attenzione alle dinamiche dei media e del mondo digitale, che, “quando diventano onnipresenti, non favoriscono lo sviluppo di una capacità di vivere con sapienza, di pensare in profondità, di amare con generosità. I grandi sapienti del passato, in questo contesto, correrebbero il rischio di vedere soffocata la loro sapienza in mezzo al rumore dispersivo dell’informazione”.

L’alibi della superficialità: “Se guardiamo in modo superficiale, al di là di alcuni segni visibili di inquinamento e di degrado, sembra che le cose non siano tanto gravi e che il pianeta potrebbe rimanere per molto tempo nelle condizioni attuali. Questo comportamento evasivo ci serve per mantenere i nostri stili di vita, di produzione e di consumo. È il modo in cui l’essere umano si arrangia per alimentare tutti i vizi autodistruttivi: cercando di non vederli, lottando per non riconoscerli, rimandando le decisioni importanti, facendo come se nulla fosse.”

Lo sguardo sulla natura fatta di suolo, acqua, montagne che portano il papa a dire: “tutto è carezza di Dio”, e la considerazione che “la storia della propria amicizia con Dio si sviluppa sempre in uno spazio geografico che diventa un segno molto personale, e ognuno di noi conserva nella memoria luoghi il cui ricordo gli fa tanto bene. Chi è cresciuto tra i monti, o chi da bambino sedeva accanto al ruscello per bere, o chi giocava in una piazza del suo quartiere, quando ritorna in quei luoghi si sente chiamato a recuperare la propria identità.”

Di seguito il servizio realizzato per Rainews e un breve commento di Padre Antonio Spadaro.

Famiglia. Sinodo in corso.

Clima franco e sereno, al sinodo straordinario sulla famiglia. Lo racconta a Rainews24 padre Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica, che vi partecipa tra i delegati pontifici indicati da papa Francesco.
Questo sinodo, racconta, è espressione di una chiesa dalle porte aperte, che fedele a se stessa e al suo mandato evangelico, non vuole separarsi dal mondo ma porsi con esso in dialogo, facendosi carico delle situazioni concrete e reali degli uomini e delle donne di oggi.