Le teologhe fragole della torta

Riconoscere le donne “i loro diritti, il valore dei compiti che svolgono” nella vita sociale e professionale. Lo chiede Papa Francesco nel messaggio al Festival della famiglia a Trento, sottolineando che “gli impegni della donna, a tutti i livelli della vita familiare, costituiscono anche un contributo impareggiabile alla vita e all’avvenire della societa'”. Attenzione, chiede poi il papa, a quelle donne “affaticate e quasi schiacciate dalla mole dei pesi e dei compiti”.
Di donne, questa volta di teologhe, il papa parla alla commissione teologica internazionale. Il passaggio del testo in cui si citava “la significativa maggiore presenza delle donne” nella commissione, viene modificato nel passaggio a braccio in cui il papa non pronuncia la parola “significativa”, e a proposito della “maggiore presenza” delle donne teologhe aggiunge: “ancora non tanta. sono le fragole della torta. Bisogna di più”.

Visto da Roma.
Il si anglicano alle donne vescovo.

Il Sinodo di York, che ha dato il via libera alle donne vescovo nella chiesa anglicana d’Inghilterra, chiude mezzo secolo di discussioni. Ora il voto sarà dibattuto in parlamento e dovrà essere approvato dalla Regina Elisabetta per tornare poi a novembre all’esame del sinodo. Ma lo scoglio è superato, la prosecuzione dell’iter non dovrebbe dare sorprese. Le donne vescovo già sono riconosciute in paesi come Stati Uniti, Canada, Nuova Zelanda e Australia.
Presso la chiesa anglicana di tutti i Santi, a via del Babbuino, a Roma, abbiamo incontrato Jonathan Thomas Boardman, cappellano arcidiacono della chiesa anglicana di Italia e Malta.
“Il cammino ecumenico verso l’unità dei cristiani”, ci ha detto “è irreversibile”.
Nel nostro Paese ci sono 25 chiese anglicane per circa 100 mila fedeli.

Donne nella chiesa.
A ciascuno la sua parte


A metà degli anni ’60, giovane professore al collegio argentino dell’Immacolata, Bergoglio non solo volle ammettere le donne in una rappresentazione teatrale, ma fu categorico nel richiederle per i ruoli loro propri.
L’episodio è riportato in un’intervista a un ex studente pubblicata sull’ultimo numero di Civiltà Cattolica.
Il collegio era maschile, e o si mettevano in scena opere senza personaggi femminili oppure i personaggi femminili erano rappresentati da uomini. Continua a leggere