Il Papa in Armenia

L’unità dei cristiani si fa camminando l’uno accanto all’altro. E in questo secondo giorno del viaggio del Papa in Armenia il catholicos karekin ii e Bergoglio hanno fatto insieme tutte le tappe. Vania De Luca

Viaggio in Armenia

Papa Francesco arriva in Armenia, ventiduesimo paese visitato dall’inizio del pontificato.

Ai ricordi dolorosi non permettiamo di impadronirsi del nostro cuore, ha chiesto nel Videomessaggio che anticipa il viaggio. Grande l’attesa nel Paese.

 

 

Il papa in Armenia

Papa Francesco è atteso in Armenia dal 24 al 26 giugno. Tra le tappe “simboliche” del viaggio la visita al memoriale del genocidio Armeno, a Yerevan, in memoria delle vittime dei massacri avvenuti 100 anni fa sotto l’impero ottomano.
Le ripercussioni di quella pagina storica arrivano fino ai nostri giorni.
Ne abbiamo parlato con Padre Georges-Henry Ruyssen, che alla questione armena ha dedicato molti anni di studio.

Ciao Loris

A fare la storia ci sono personaggi noti e personaggi meno noti, ma non meno significativi per lo sviluppo delle cose in un senso o nell’altro. E rimane un mistero che alcuni siano quasi destinati al clamore (non per tutti voluto, per alcuni anzi subìto) e altri meno.
Loris Capovilla, storico segretario di papa Giovanni XXIII è uno di quei personaggi vissuti un po’ all’ombra del grande papa che aveva voluto e aperto in Concilio, ma la sua ombra era tutt’altro che tenebrosa, era anzi luminosa, come questa giornata di maggio in cui si è spento.
Quando si seppe che papa Giovanni sarebbe stato canonizzato insieme a Giovanni Paolo II provai a contattarlo per un’intervista. Rispose al telefono direttamente lui (gli mancava poco al compimento dei 100 anni), con una lucidità, una semplicità e una profondità che mi lasciarono stupita. L’intervista non prese forma, ma il ricordo di un amico comune fu una specie di regalo.
Nel video in cui lo ricordiamo cita il famoso discorso di apertura del Concilio: Gaudet Mater Ecclesia, e commenta ciascuna di queste tre parole con una sola parola. Sono parole fondamentali (quelle originali e il loro commento) per capire la chiesa di papa Francesco.

Amoris Laetitia

La seconda esortazione apostolica di papa Francesco, sull’amore nella famiglia, arriva dopo due sinodi e richiama alla gioia nell’amore. C’è dentro tutto il vocabolario e lo stile di una chiesa espressione della misericordia, dell’accoglienza e del perdono, con un linguaggio semplice e diretto, comprensibile a tutti.
Tra le parole chiave accompagnare, discernere, integrare, con attenzione soprattutto alle situazioni di fragilità. Un testo ampio, approfondito, propositivo, che apre cammini anche sulle questioni più dibattute, come l’integrazione dei divorziati risposati nelle comunità cristiane nei diversi modi possibili. Distinguere caso per caso, è l’invito del papa, che ha scritto questo testo “per il bene di tutte le famiglie e di tutte le persone, giovani e anziani”. Come non esiste un’unica medicina per tutti i mali così sembrerebbe non esistere un’unica norma applicabile in tutti i casi.
L’esortazione sembra non voler chiudere alcuna questione, quanto piuttosto aprire alla possibilità di strade nuove ancora da percorrere. Il servizio e poi l’approfondimento, a margine della presentazione in Sala Stampa Vaticana, con Padre Antonio Spadaro.